Alimentazione: carne e salute non vanno d’accordo

Le abitudini alimentari della nostra società rendono la carne, e più in particolare la carne rossa, il prodotto base di tutti i pasti. Questa forte tendenza, profondamente radicata nei costumi sociali, si traduce in una consumazione settimanale media che va dalle 3 alle 4 porzioni di carne, nella misura di 300/400 grammi a porzione. Questo consumo eccessivo, additato per il suo impatto negativo sulla salute, è oggi al centro di un grande dibattito. Si tratta di un vero e proprio disastro sanitario, il quale, com’è risaputo, causa un indebolimento del sistema immunitario e favorisce lo sviluppo di gravi malattie quali l’artrosi, il cancro, l’osteoporosi, condizioni cardiovascolari…

In Italia, e più generalmente in Europa, la carne consumata dalle famiglie proviene quasi esclusivamente da allevamenti industriali intensivi, un metodo di produzione lontano dall’essere innocuo…

L’allevamento intensivo industriale, tramite l’impiego di pratiche discutibili se non addirittura condannabili da un punto di vista legale (OGM, pesticidi…), provoca una riduzione delle qualità nutritive del prodotto e ha un notevole impatto sull’ambiente: il 18% delle emissioni mondiali annuali di gas ad effetto serra, cioè più di quanti non ne producano tutti i mezzi di trasporto messi insieme, proviene direttamente dalla produzione industriale di carne (fonte: FAO, Food and Agriculture Organization).

Considerando una base di 9 miliardi di abitanti sulla Terra da ora al 2050, i condizionamenti ecologici e ambientali rendono assolutamente impossibile perpetuare le nostre attuali abitudini di consumo di carne prodotta per mezzo dell’allevamento intensivo.

I vegetariani in Italia

Solamente il 7,1% (i risultati del Rapporto Eurispes 2018) di tutta la popolazione italiana dichiara di seguire la dieta vegetariana o vegana. Si tratta di una minoranza ampiamente emarginata dall’immaginario collettivo, che la maggior parte delle volte considera l’essere vegetariani uno stile di vita a parte, un’ideologia di vicinanza e armonia con la natura, un metodo di protesta proprio dei militanti della causa animalista e in generale degli esseri viventi che si rifiutano di consumare la carne animale.

I vegetariani sono quindi tacciati di essere dei “super pacifisti” o accusati di troppa sensibilità ed emotività, al contrario dei consumatori di carne. Sembra dunque sensato e avveduto mettere da parte cliché e stereotipi e approfondire la questione con oggettività nel pieno della nostra libertà d’opinione, al fine di prendere decisioni in piena cognizione di causa.

Salute e vegetarianismo: la coppia vincente

In concreto, il vegetarianismo ha svariati benefici. Citiamo soprattutto il consumo di frutta e verdura, le quali da crude sono considerate “alimenti vivi”. La specificità di tali alimenti vivi risiede nella loro concentrazione di “batteri buoni”, elementi a tutti gli effetti vivi. L’assunzione di questi batteri permette la conservazione degli enzimi, che all’interno di numerosi processi vitali legati al buon funzionamento del metabolismo umano svolgono il ruolo di catalizzatori.

Il consumo di alimenti vivi rappresenta dunque un buon mezzo per mobilizzare la propria energia vitale, di modo tale che il sistema immunitario possa fortificarsi.

La spirulina per far fronte alle carenze della dieta vegetariana?

Sono vegana e da sei mesi ho cominciato a prendere la spirulina tutte le mattine nel mio succo di frutta. L’effetto sulla salute è evidente! Io che ero soggetta a frequenti raffreddori e faringiti non ho più avuto niente! Perciò, grazie alla spirulina!

Testimonianza di Sylvia – Dicembre 2017

I vegetariani conoscono bene il problema della carenza di vitamina B12, che è molto difficile da trovare in alimenti diversi dalla carne. Questa vitamina del gruppo B è essenziale per la crescita e la scissione cellulare, per il corretto funzionamento di tutte le cellule del corpo e per l’equilibrio del sistema nervoso.

Rinunciando alla carne e optando per una dieta vegetariana, il rischio di sviluppare carenze è molto elevato (ferro, vitamina B12, calcio, proteine…).

Ecco perché il consumo di spirulina è particolarmente indicato per i vegetariani.

La spirulina è un’eccellente fonte di ferro, quando quest’ultimo è presente essenzialmente in alimenti d’origine animale.

Anche la grande quantità di calcio contenuta nella spirulina è interessante per i vegetariani, poiché esso è presente soprattutto nei prodotti caseari di origine animale (i quali sono altamente controversi).

Le proteine si trovano principalmente nella carne e nel pesce. Sebbene anche le verdure contengano proteine, raramente esse contengono tutti gli aminoacidi essenziali. Le numerose proteine della spirulina (il 60% del suo peso a secco) contengono gli 8 aminoacidi essenziali nelle giuste proporzioni.